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Reato di Ingiuria | Avvocato Penalista | Diritto Penale | avvocati penalisti

avvocato specializzato in diritto penale militare

La Corte di Cassazione ha precisato, difatti, che il citato art. 186, II comma, inerente le prescrizioni del codice penale in materia di ferie individuali gravi o molti gravi inerisce soltanto l’ambito sanzionatorio e non “percepisce ed include i fattori costitutivi o circostanziali del reato” (2).

La Corte Costituzionale con la pronuncia n. 203 del 1991 ha precisato l’aggravante del II comma dell’art. 186, stabilendo il carattere plurioffensivo dell’illecito di insubordinazione con azioni violente.

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Pure questa tesi ha suscitato delle contrarietà visto che, ex art. 199 c.p.m.p., l’estraneità dei motivi di servizio e della materia militare, difatti, non solo prevedono l’esclusione dell’aggravante ma comportano pure l’insussistenza della tipologia criminosa.

Il reato di insubordinazione con minaccia o ingiuria è prescritto e punito con l’art. 189 c.p.m.p. che stabilisce: “Il militare, che compie degli atti minaccio ed arreca un danno alla presenza di un superiore, viene punito con l’arresto militare da 6 mesi a 3 anni. Il militare, che arreca delle offese alla reputazione, all'onore, o alla moralità di un superiore in sua presenza, viene punito con l’arresto militare fino a 2 anni.

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Uguali pene vengono applicate per il militare, che compie gli illeciti prescritti nei commi precedenti attraverso comunicazioni che avvengono per via telegrafica, per telefono, per radio o in televisione, oppure con messaggi scritti o immagini e qualunque altro strumento di comunicazione, rivolti ad un superiore.

In reato di insubordinazione con minaccia è un reato di pericolo che viene a determinarsi anche nell’ipotesi di una eventuale intimidazione.

La concretezza della minaccia si valuta, dall’inizio, riferendosi al livello della sensibilità media degli associati. Il reato di minaccia che arreca un danno ingiusto si determina in presenza di un superiore, ciò si configura come fattore costitutivo del reato di insubordinazione con minaccia.

Il tentativo si determina quando la minaccia rivolta al superiore non arriva al diretto interessato per motivi che non dipendono dall’artefice di un simile comportamento. Il II comma prescrive un caso di reato simile, ossia quello di insubordinazione coningiuria che si determina nel caso in cui il comportamento del colpevole arreca offese all’onore, alla reputazione e alla moralità del superiore.

Il comportamento deve, dunque, ledere le qualità personali del superiore, la propria reputazione sociale e il ruolo che riveste, e via dicendo. Invece, il reato di insubordinazione compiuto attraverso messaggi radiofonici o televisivi, non sempre risulta semplice per l’individuazione dei fattori che lo distinguono rispetto al reato di diffamazione in ambito militare.

La distinzione tra queste due tipologie di reato è costituita dalla direzione della comunicazione, il reato di insubordinazione si configura nel caso in cui il superiore percepisce il messaggio e l’artefice di un simile comportamento opera in maniera consapevole per la determinazione di una simile situazione.

Al contrario, invece, viene a determinarsi il reato di diffamazione militare.

Pure per la circostanza di reato prescritta dall’art. 189 sono attese delle aggravanti, ovvero:

-se la minaccia viene compiuta per obbligare il superiore a commettere un’azione contraria ai propri obblighi, ossia a commettere o ad omettere obblighi relativi al proprio incarico di ufficiale, o anche per avere un’influenza sul superiore;

- se il superiore che subisce l’offesa è il comandante del compartimento o il militare adibito al servizio o il capo di posto;

- se la minaccia è grave o si presenta una delle situazioni precisate nel primo comma dell'articolo 339 del codice penale (art. 190 c.p.m.p.).

Per la determinazione dei reati di insubordinazione è utile la sussistenza di uno solo dei requisiti prescritti dall’art. 199 c.p.m.p., che stabilisce:

- “Le prescrizioni dei capi terzo e quarto non vengono applicate nel caso in cui alcuno degli episodi da esse previsti viene compiuto per motivi estranei al servizio e alla materia militare, senza la presenza di militari radunati per servizio e da militare non in servizio o a bordo di una imbarcazione militare o di un aereo militare.”

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