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Tag:avvocato reato di vilipendio

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Reato di Ingiuria | Avvocato Penalista | Diritto Penale | avvocati penalisti

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Ultimamente diversi post connessi con vicende del tutto private pubblicate da diversi utenti su facebook hanno dimostrato come, di frequente, l’eventuale discussione che si determina in merito a ciò arrivi ad avere dei profili incontrollati ed incontrollabili, con rischiose conseguenze in termini di giudizi sui diversi soggetti, con l’aggiunta di sfumature verbali molto forti e volgari.

La responsabilità di tutto ciò ricade sia sugli amministratori, singoli che collettivi, del sito web, sia sugli artefici del post. È bene sottolineare che i social network, come lo stesso Facebook, prevedono una sorta di regolamento interno che noi tutti siamo tenuti a sottoscrivere quando ci registriamo.

avvocato penalista cassazionista | diritto informatico

Tra i punti fondamentali si questo regolamento troviamo, senza alcuna eccezione, la regola per cui ognuno di noi è tenuto ad osservare una condotta corretta e rispettosa di carattere generale. Per dare un quadro preciso, evidenziamo alcuni punti: Non diffamare, minacciare o importunare altre persone.

Non diffondere contenuti: di minaccia, materiale pornografico, incitare all'odio o alla violenza, con rappresentazioni di nudo o di violenza. Non diffondere e usare applicazioni di terzi con contengono contenuti relativi all'alcol, per scopi di incontri o rivolti a un’utenza adulta (incluse le pubblicità) senza i dovuti limiti di età. Non utilizzare Facebook per finalità illecite, mendaci, maldicenti o di discriminazione.

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La rete si presenta come un mezzo di comunicazione e informazione come tutti gli altri, perciò i reati di calunnia e di denigrazione possono determinarsi mediante l’utilizzo di mail, di newsgroup o di contenuti divulgati sul sito.

Lasciando da parte specifiche situazioni, in cui non risulta possibile individuare il reo di un’azione illecita, nel caso in cui, dall’analisi dell’evento verificatosi si può arrivare all’intercettazione di un computer ben preciso che appartiene ad una determinata persona, che corrisponde con quella che risulta essere anche l’artefice del contenuto denigratorio, l’autorità giudiziaria può provare la colpevolezza di tale soggetto e di conseguenza punirlo.

Altresì, rispetto ai reati di ingiuria e denigrazioni, si può affermare con certezza che si tratta di illeciti differenti dalla calunnia: quest’ultima si determina nel caso in cui, querelando un soggetto di fronte alle Autorità, lo si accusa ingiustamente essendo consapevoli della sua innocenza. Ecco perché non risulta possibile commettere un reato del genere in rete, in quanto, fino ad ora, non si possono inoltrare querele tramite mail. L’ingiuria e la denigrazione sono quegli illeciti che si determinano quando viene oltraggiata la reputazione personale di un soggetto, sia pubblicamente che in ambito privato.

Il reato di ingiuria si determina quando, ad esempio, su Facebook viene inoltrato un messaggio in privato che contiene delle precise offese rivolte ad uno specifico soggetto, invece il reato di denigrazione si determina quando le stesse offese vengono pubblicate all’interno di un forum, un newsgroup o un social network, come Facebook. La competenza di tali reati spetta al Giudice di Pace.

Per punire colui che ha commesso un reato del genere, bisogna necessariamente presentare una denuncia querela, cosa che può avvenire anche senza il supporto legale di un avvocato, presso la Stazione dei Carabinieri o presso la Questura.

Dopo tale azione, se la Procura ritiene fondato e concreto il reato, la fase successiva del provvedimento avverrà dinanzi al Giudice di Pace di competenza territoriale, il quale se identificherà un colpevole, potrà emettere una condanna, in merito alla recenti modifiche di legge, applicando una multa pecuniaria, o una permanenza domiciliare o l’espletamento di un lavoro di utilità pubblica. Pochi giorni fa ho pubblicato sul mio sito web una condanna per ingiuria emessa dal Tribunale della città di Monza.

A tal proposito, suggerisco a tutti coloro che fanno uso di Facebook di utilizzarlo in maniera serenità e disinvolta, tenendo però sempre bene in mente i limiti prescritti nel suddetto regolamento e che i contenuti su Facebook non hanno un semplice rilievo goliardico, come può esserlo una chiacchiera tra amici in un locale o per strada.

Quindi, è necessario pesare sempre le parole, i giudizi e le affermazioni soprattutto quando ci si riferisce a soggetti per cui non è possibile controbattere. E non ci scordiamo che quando si commentano le affermazioni di altre persone si rischia di implicare con il nostro comportamento altre persone estranee ed ignare alla situazione.

Tuttavia, è noto che Facebook è diventato lo spazio in cui è sempre più facile dar vita alle cosiddette "leggende metropolitane", ovvero quelle verità apparenti che non hanno alcun fondamento reale, ma che finiscono per essere considerate e ritenute veritiere a tutti gli effetti.

CONTATTACI ADESSO: siamo un team di avvocati penalisti specializzati nei reati contro l’onore e la reputazione come ingiuria, diffamazione, calunnia, oltraggio, diffamazione a mezzo stampa facebook, twitter, ingiuria online, calunnia su internet. Può incontrarci a Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Messina, Padova, Trieste, Brescia, Taranto, Prato, Parma, Reggio Calabria, Modena, Reggio Emilia, Perugia, Livorno, Ravenna, Cagliari, Foggia, Rimini, Salerno, Ferrara, Sassari, Siracusa, Pescara, Monza, Latina, Bergamo, Forlì, Giugliano in Campania, Trento, Vicenza, Terni, Novara, Bolzano, Piacenza, Ancona, Arezzo, Andria, Udine, Cesena, Lecce, trattiamo anche reati connessi come: stalking, mobbing, denuncia e querela per percosse, violenza, lesioni, estorsione, stupro, risarcimento danni morali, truffa, frode, contattaci, l’ avvocato penalista nella vostra città vi guiderà in ogni step della causa.